GENOVA: LA "SINISTRA" SI E' MESSA NELLA MANI DI UN EX GRILLONZO, CON UN PROGRAMMA DI UNA POCHEZZA DISARMANTE
Chi scrive ha cominciato a leggere i programmi dei candidati alla carica di sindaco della città di Genova: nove persone che sono sostenute da un totale di diciassette liste di nomi e programmi i più disparati.
Sono partito da quella che, almeno in teoria, dovrebbe essere la candidatura della “sinistra” cittadina: quella di Paolo Putti, ex capogruppo del Movimento 5 Stelle – abbandonato per fondare, seguendo l’esempio di Federico Pizzarotti, sindaco di Parma, il movimento Effetto Genova – nella legislatura che si sta concludendo.
Andando sul blog di riferimento – http://chiamamigenova.it – salta immediatamente agli occhi la totale assenza di una sezione dedicata al programma, sostituita da una cosa generica, lunga una pagina e mezza, intitolata “carta dei valori”.
Preciso che per “cosa generica” intendo che questo scritto è un insieme di proponimenti talmente generico, che chiunque abbia a cuore i temi che vi vengono menzionati non può che essere d’accordo.
Nemmeno aiuta il recarsi a qualche iniziativa, come ha fatto chi scrive martedì diciassette maggio: a parte la scorbuticità di qualcuno del servizio d'ordine, che comunque non è un buon biglietto da visita per chi professa lo slogan «Sarò la città di tutte e di tutti», il volantino che viene messo nelle mani di un ipotetico elettore consta di venti punti, ma è scritto talmente con caratteri microscopici che ci vuole quasi la lente di ingrandimento per riuscire a decifrarlo.
Poco male: è praticamente impossibile che il Putti possa aspirare seriamente a diventare primo cittadino... e forse tutto sommato è meglio così, visto che le sue posizioni – ascoltate quelle poche volte che si presenta ad appuntamenti pubblici – non sembrano essere neanche vagamente di "sinistra".
Questo a meno di non voler considerare progressisti alcuni principi quali: la pulizia e il decoro del centro storico - per farvi entrare i crocieristi - o il pagamento di un biglietto di ingresso ai parchi di Nervi; il turismo élitario può essere una proposta del candidato della destra radicale, non di quello "del popolo".
A questo punto però è chiaro che saranno gli eventuali eletti a decidere come muoversi nello specifico della discussione di una determinata futura delibera: questo significa che non è per nulla indifferente se ad essere mandato in Consiglio comunale sarà Tizio o Caio.
E’ evidente che, qualora fossero nominati persone come Gian Piero Pastorino e/o Davide Ghiglione – rispettivamente consigliere comunale uscente della Federazione della Sinistra, e segretario provinciale di Rifondazione – la prossima assemblea avrà chi cercherà di occuparsi dei problemi che riguardano i lavoratori.
Così come, se invece fossero eletti esclusivamente personaggi provenienti dall’esperienza grillonza, in Sala Rossa questo tema verrebbe relegato ad un ruolo marginale, e soprattutto nelle mani di personaggi che probabilmente sono legati – chi in un modo, chi nell’altro – ad interessi privati, da favorire il più possibile.
Genova, 18 maggio 2017
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
http://pennatagliente.wordpress.com